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La
città di Avanos ha una storia assai antica: nei suoi pressi la frequentazione
umana era già presente nell'età del bronzo, come attestano gli scavi
del tumulo funerario di Topaklı. D'altronde il suo territorio è bagnato
dal corso del Kızılırmak, che è il più lungo fiume della Turchia con
un corso di ben 1355 chilometri. Questo fiume era già noto agli ittiti
che lo chiamavano Marassantiya, mentre in età classica fu chiamato Halys;
il nome attuale ha il significato di "fiume rosso", dovuto
al colore delle acque in questo tratto del suo corso.
Lo stesso nome di Avanos, derivato dal nome latino Venasa, fa riferimento
a questa particolarità: la presenza di banchi di minerali ferrosi colora
il limo, raccolto in cave e raffinato per ottenerne la materia prima
per la realizzazione di ceramiche. L'arte dei vasai e infatti una delle
attività portanti del centro: una delle piazze cittadine ospita un monumento
che ricorda
le diverse attività locali, come la viticoltura e ha tessitura, ma principalmente
l'arte ceramiche. Su molte strade si affacciano piccole botteghe di
vasai dove l'artigiano, seduto dinanzi al suo semplice tornio a pedale
con a fianco il caratteristico bacile di terracotta, realizza vasi di
ogni genere. Particolarmente apprezzate sono le ceramiche a stralucido,
dalla lucente s superficie rossa monocroma ed ornata di pitture vegetali
e geometriche, motivi simili compaiono sui tappeti, che ad Avanos come
in altre aree della regione costituiscono una attività tradizionale.
Non solo piccoli atelieri, ma anche numerose donne nelle loro case ne
producono, utilizzando seta e lana tessute ed annodate con pazienza
su telai di legno. Questi tipici prodotti locali compaiono spesso nelle
strade cittadine,. fiancheggiate da vecchi edifici in blocchi di tufo
e da alcune case con le caratteristiche dall'architettura musulmana,
tra cui l'edificio dotato di un terrazzo a loggia sulla fronte.
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