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Il territorio che rimane fra le città di Aksaray-Niğde-Nevşehir-Kayseri,
suscita delle meraviglie, grazie alle formazioni geologiche uniche nel
mondo.
Le formazioni naturali create in migliaia di anni e l'uomo che ha scolpito
questa terra vulcanica, ci presentano un'armonia fantastica.
Fin
dall'età preistorica la regione fu scelta come dimora, dai vari popoli.
I numerosi tumuli e le città antiche sono ancora in attesa per essere
scoperti e portati alla luce.
Fra queste città antiche possiamo nominare Kültepe (Karum Kanesh) nei
dintorni di Kayseri (Cesarea) e Acemhöyük vicino ad Aksaray.
In Cappadocia ci sono le tracce della civiltà Ittita che e Lina delle
più importanti dell'Anatolia. Alcune di queste tracce sono: i bassorilievi
di Emirgazi, Imamkulu, Fraktin, Andaval, Göllüdağ, Bor e le iscrizioni
di Sivasa, Sultanhani, Karapinar.
Dopo il crollo dell'impero Ittita, la regione venne chiamata "il
paese di Tabal" e successivamente rimase sotto la dominazione dei
Frigi, Lidi, Persiani, Macedoni e della dinastia di Ariathrates.
Nel periodo Romano la Cappadocia divenne un importante centro militare,
invece nei primi tempi del cristianesimo la sua popolazione accrebbe
in modo intensivo.
San Basilio, il santo originario della Cappadocia (IV. sec.d.C.) diede
l'inizio alla vita monastica della regione e per questo motivo furono
costruiti parecchi monasteri e chiese.
Nel periodo bizantino, l'uomo della zona avendo vissuto diversi assalti,
fu costretto a scavare i monasteri dentro il tufo lontani dalle vie
principali.
A partire dal VII. sec.d.C. la regione fu distrutta a causa delle invasioni
persiane e arabe. In questo periodo la gente locale per difendersi dagli
invasori, si rifugiò nelle città sotterranee. Il periodo dell'iconoclastia
che all'inizio sembrava un movimento contro le immagini, in realtà,
era per ostacolare la potenza della chiesa e influenzo anche la Cappadocia.
Alla fine degli assalti arabi e dell'iconoclastia, furono costruite
di nuovo parecchie chiese ornate con bellissimi affreschi. Lo studioso
francese, Jerphanion che fece le prime ricerche nella regione, considera
queste chiese "chiese del periodo arcaico". Partendo dal X.
sec. nella Cappadocia furono costruite delle grandi chiese e nel XI.
sec. la regione visse il suo periodo di splendore.
Soprattutto
le chiese di Göreme sono molto interessanti per le loro piante e iconografie.
XI. sec. fu anche il periodo delle grandi guerre. In questo secolo in
Anatolia arrivarono i Turchi Selciuchidi e s'incontrarono con i crociati
che erano sulla via per la Terra Santa.
I Turchi Selciuchidi nel XIII. sec. arricchirono le città anatoliche
con i monumenti religiosi, civili e militari. Nella chiesa di San Giorgio
(nella valle di Ihlara) costruita nello stesso periodo dai cristiani,
si può vedere l'affresco dai Sultano selciuchide Mesut assieme all'imperatore
bizantino Andronico. Questa é la prova della tolleranza dei Selciuchidi
verso i cristiani e della loro libertà di culto.
Le costruzioni selciuchidi si vedono sulle vie di commercio, nelle
città di Aksaray, Niğde e Kayseri.
L'impero Selciuchide fu annientato dai Mongoli e proceduto dagli Ottomani
che in poco tempo si estesero sui continenti di Europa, Asia ed Africa.
Incontriamo i monumenti ottomani soprattutto a Niğde, Ürgüp, Avanos
e Nevşehir. Particolarmente durante il periodo del tulipano, a Nevşehir,
la città nativa del gran visir Damat Ibrahim Paşa, furono costruiti
numerosi monumenti religiosi e civili.
Le
chiese della Cappadocia, per lungo tempo considerate "opere primitive",
riflettono invece quasi tutti i periodi dell'arte bizantina. Infatti
nelle chiese possiamo seguire Parte della pittura, l'iconografia e l'architettura
bizantina fin dall'inizio. La presenza di alcune pitture fatte dagli
stessi artisti e di alcune chiese costruite per i nobili e imperatori,
ci testimoniano che non sono delle opere solo dei religiosi e degli
artisti locali. Specialmente nella valle di Ihlara si notano le influenze
egiziane e palestinesi unite alle interpretazioni locali. Senza dubbio
sarebbe sbagliato esaminare queste chiese soltanto dal punto di vista
artistico, ma le pitture sono importanti perché ci informano anche delle
credenze religiose, delle tradizioni e della vita monastica del periodo.
La natura stessa continuando a formare queste bellezze, continua anche
a distruggere questa eredità culturale.
Le prove migliori di questa perdita sono le chiese e le città abbandonate
per l'erosione. Purtroppo anche le costruzioni moderne hanno rovinato
una buona parte della regione.
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